Piante

Le piante antistress

6 ottobre 2025

Illustrazione botanica di rodiola e ginseng

Le piante “adattogene”

Sotto il misterioso nome di adattogene ricadono poche decine di piante appartenenti a famiglie botaniche diverse: dalle Crassulaceae delle regioni fredde alle Araliaceae delle foreste asiatiche. La loro particolarità sta proprio nell’adattabilità, che le rende quasi delle “panacee”: non agiscono su sintomi specifici, ma sostengono l’organismo nel suo insieme. Sono vere e proprie “piante antistress”.

Il termine fu coniato negli anni ’40 dal farmacologo russo Nicolaj Lazarev, e si applica solo a piante che possiedono tre caratteristiche fondamentali:

  1. Azione rinforzante – supportano l’organismo di fronte a stress fisici, chimici o biologici.
  2. Azione normalizzante – riequilibrano senza stimolare o sopprimere.
  3. Assenza di tossicità – a dosi normali.

Le adattogene sono quindi una piccola élite di piante capaci di sostenere l’organismo soprattutto di fronte a stress prolungato.


Cos’è lo stress

In Biopsicosomatica, lo stress è una condizione normale e naturale che riguarda tutti gli esseri viventi. Lo sperimentiamo ogni giorno, sia per esigenze di sopravvivenza sia per il normale funzionamento del corpo. Per esempio, lo stress ossidativo cellulare è un fenomeno naturale legato all’invecchiamento e alle scelte di vita.

Il problema dunque non è lo stress in sé, ma grado e durata: intensità e tempo determinano gli effetti sull’organismo. Non esiste uno standard valido per tutti, perché la percezione individuale gioca un ruolo centrale.

Un esempio pratico:

Consideriamo un lavoro ad alta responsabilità che richiede sforzo fisico, mentale ed emotivo, con ritmi quotidiani intensi e straordinari frequenti. Due persone con la stessa salute di base possono reagire in modo completamente diverso: chi ama quel lavoro percepirà poco stress, mentre chi lo odia potrebbe arrivare al massimo livello di stress sopportabile.

“Lo stress è il fattore di rischio comune del 75-90% delle malattie umane” – Frontiers.

La prima persona sarà quindi meno esposta a patologie legate allo stress, dai disturbi più comuni del quotidiano a quelli più complessi; la seconda sarà più vulnerabile.


Le piante adattogene e le patologie croniche

Le piante adattogene entrano in gioco soprattutto nelle problematiche croniche, agendo come veri e propri “regolatori metabolici” che aumentano la capacità dell’organismo di adattarsi a stimoli e cambiamenti ambientali (temperatura, luce, pressione…).

“Astragalo, Ginseng, Centella, Rodiola, Eleuterococco sono le piante più utilizzate e studiate in questo campo. Nella tradizione Ayurvedica molte piante sono impiegate da lungo tempo per patologie croniche, tra cui Witania e Curcuma.” – Istituto Superiore di Sanità.


Le piante toniche

Affini alle adattogene sono le piante toniche, ma con differenze importanti: hanno un’azione più marcata e spesso stimolante, e non sono sempre adatte a tutti. Alcune contengono principi attivi potenti, alcaloidi come caffeina e teina, con effetti diretti su cuore, sistema nervoso e respiratorio.

Le piante adattogene, invece, modulano la risposta allo stress senza “spingere” in un’unica direzione (stimolanti/sopprimenti) favorendo l’equilibrio. Alcune piante, come ginseng ed eleuterococco, sono considerate sia toniche sia adattogene: stimolano senza risultare eccessive.


Le piante adattogene “vere e proprie”

Le vere adattogene sono dunque davvero poche e molto preziose: non forzano l’organismo, ma lo aiutano a trovare il giusto equilibrio. Alcune appartengono alla tradizione quotidiana, come aromatiche (rosmarino, timo, cannella, liquirizia, finocchio, menta, anice), che supportano digestione e umore. Altre crescono spontanee, come genziana, angelica, iperico, cardo mariano, piante toniche e riequilibranti.

Le piante antistress, o per meglio dire adattogene, studiate dalla scienza moderna includono ginseng, eleuterococco, schisandra, ashwagandha e, naturalmente, la protagonista del prossimo articolo: la Rodiola rosea…

Alice Rinaldi