Piante

Le piante per l’intestino: la Malva Sylvestris

25 luglio 2025

Fiori di malva viola in un prato

La Malva in Primavera si vede dappertutto. Come si riconosce? Per il suo bel fiore composto da 5 petali color… malva, ovviamente! Ovvero quel particolare punto di lilla, con leggere venature rosa al centro, che gli danno un tocco quasi modaiolo.

Bella, buona e adattabile, in Italia la Malva fiorisce da maggio ad agosto, ma ormai anticipa sempre ad aprile, almeno al Centro-Sud. La si trova ovunque, infatti, dalle regioni meridionali alle zone montane (fino a 1.300 mt) e in tutte le isole maggiori.

La sua presenza vi dà importanti informazioni sul terreno. La Malva nasce infatti spontanea in quelli ricchi di azoto. Nutriente fondamentale per le piante, ma comunque negativo se in eccesso. Dunque di solito si tratta di giardini, campi e concimaie, anche in stato di abbandono. Utile da sapere, in caso doveste comprarlo voi… il terreno in questione!

La Malva si usa da secoli, sia come ortaggio che come pianta officinale. Le prime documentazioni risalgono addirittura all’VIII secolo a.C. Se ne mangiavano soprattutto i giovani germogli: “Cicerone, che ne era ghiotto, ne faceva indigestione; Marziale la usava dopo un’orgia e, secondo Plinio, una pozione a base di Malva evitava malesseri per tutta la giornata”.

Una vera e propria panacea di tutti i mali: “I Pitagorici la consideravano pianta sacra col potere di liberare gli uomini dalle passioni; Carlo Magno la volle come pianta decorativa nei suoi giardini imperiali. Nel XVI secolo, in Italia, era denominata omnimorbia: rimedio per tutti i mali”.

Uno dei suoi nomi popolari, Màleva, può chiarire meglio questo concetto: mal-va, male-va, male-leva… tanto che sia in italiano che in dialetto, ci sono vari detti in cui la Malva la fa da protagonista. Dal più comune “la malva da ogni male ti salva”, o “malva e camomilla non devono mancare in nessuna famiglia”, ai più raffinati ed estremamente dettagliati: “raccogli la malva in luglio, non avrai tosse in febbraio” o, in Puglia, “malva e fichi pe’ la tosse, papàgna pe’ durmire, cicoria e rucula pe’ digerire”.

La Malva rientra nella cosiddetta “ricetta dei 4 fiori”, un’antica tisana indicata per le malattie da raffreddamento e composta da almeno 4 dei seguenti: Rosolaccio o Papavero comune (Papaver rhoeas), Farfara (chiamata anche, cosa molto indicativa, Tossilagine – Tussilago farfara), Piede di gatto o Sempiterno di montagna (Antennaria dioica), Verbasco o Tasso barbasso (Verbascum taphsus); Altea (Althaea officinalis) e Viola mammola (Viola odorata).

Come si usa: della Malva si utilizza tutto, come un più noto animale: radice, foglie e fiori (prima della completa fioritura). Si fanno seccare all’ombra. Costituenti principali della Malva sono mucillagini e antociani, sostanze dalle proprietà calmanti, emollienti e lassative. La Malva si può utilizzare sia per uso esterno (bagni) che interno. Le indicazioni più comuni della Malva riguardano tutte le problematiche di bocca, denti e occhi (afte, ascessi…); affezioni delle vie respiratorie (asma, tosse, faringiti e bronchiti); pelle (cuperosi, foruncoli, punture).

Le mucillagini per stomaco e intestino sono un alleato prezioso da molti punti di vista. Spesso le piante svolgono azioni multiple, caratteristica che entusiasma gli appassionati e, al contrario, rende gli scettici ancora più scettici circa il loro utilizzo. Ma il fatto che una pianta possa regolare 2 sintomi opposti è indice del suo potere, e non delle sue “incapacità”. Così le mucillagini in fitoterapia sono universalmente riconosciute non solo come agenti lassativi, ma anche come regolatori della funzionalità intestinale.

Le mucillagini agiscono come idrofile, infatti, ovvero tendono ad assorbire acqua nel lume intestinale. Questa azione può aiutare sia quando l’intestino è pigro sia quando è più veloce. Nel primo caso, con il dovuto apporto d’acqua, le mucillagini rendono le feci più morbide per evacuazioni meno disagevoli; quando invece l’intestino è più veloce, le rendono più consistenti rallentando le evacuazioni stesse. In entrambi i casi, anche gli eventuali effetti secondari delle due condizioni, come emorroidi o ragadi anali, trovano il loro sollievo.

In generale, le mucillagini svolgono un’azione calmante sulla mucosa; aiutano a ridurre l’assorbimento di colesterolo e zuccheri; hanno un’azione pre-biotica (preparazione di un buon terreno batterico) per l’intestino; infine una funzione difensiva per lo stomaco dagli effetti dannosi per eventuale eccesso di acidi gastrici.

Insomma, questa è la Malva, un fiore, anche molto bello, che potrà aiutarvi per qualsiasi problematica gastrointestinale… e non solo!

Alice Rinaldi

Fiori di malva viola in un prato