Piante

La Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), storia, benefici e usi

11 luglio 2025

Rametti essiccati di liquirizia

Il genere Glycyrrhiza è una pianta che vanta 12 specie sparse nei 5 continenti, ma la Liquirizia officinale è tutta nostra, Mediterranea, presente nel Centro-Sud e nelle isole fino a 1.000 mt e fa risalire le prime testimonianze d’uso già dall’Antico Egitto.

Come spesso succede in questo magico mondo vegetale, il nome dice già tutto. Dal greco, glucos, dolce, e rhiza, radice. Per il sapore non solo dolce e gradevole, ma soprattutto per le sue proprietà dolci, nel senso di calmanti.

Non a caso, i rametti essiccati, gialli e fibrosi, sono una delle più antiche delizie dei bambini. Inoltre, con il succo della liquirizia e del limone, soprattutto nel passato, si può preparare una famosa bevanda dissetante, ottima ghiacciata.

Dopo il 1950 la ricerca accertò l’azione benefica della liquirizia sullo stomaco. In seguito si osservò che, in chi ne consumava grandi quantità per lunghi periodi, poteva comparire un aumento della pressione arteriosa. La causa: l’acido glicirrizico. Oggi si trovano estratti secchi privi di quell’acido.

Una sola indicazione per la liquirizia, dunque: non abusarne. Perché in dosi moderate non presenta alcun pericolo, anzi.

Può essere usata anche in ambito veterinario, dove, per esempio nei cani, non si nota lo stesso effetto collaterale di aumento della pressione arteriosa.

Come riconoscerla. La liquirizia è un arbusto che rimane piuttosto piccolo, dai 30 cm a 1 mt circa. È perenne, dal fusto eretto e striato con foglioline verdi, ovali, un po’ vischiose sotto. I fiori sono simili alla lavanda, come spighette dal colore blu pallido o lilla, con fioritura breve nei mesi estivi (giugno/luglio).

Radici e rizomi. Della liquirizia si utilizzano, per uso esterno e interno, sia le radici vere e proprie che i rizomi. Entrambi dal sapore zuccherino. Le radici sono l’organo di ancoraggio e assorbimento della pianta, mentre i rizomi sono delle specie di fusti sotterranei, organi di immagazzinamento e crescita.

La liquirizia è ricca di costituenti: glucidi, tannino, flavonoidi, glicirrizina, acido glicirrizico, estrogeni. Che così moltiplicano le sue proprietà benefiche: anti-spasmodiche e bechiche (cioè indicate per la tosse) rendendolo un ingrediente fondamentale in qualsiasi sciroppo; depurative, digestive, diuretiche ed emollienti (in questo senso la liquirizia è un ingrediente del famoso Amaro Svedese); espettoranti e pettorali; rinfrescanti e toniche.

Con la liquirizia si accompagnano tradizionalmente stomaco e intestino, per esempio in caso di aerofagia, e il comfort di bocca e gola; nella tradizione popolare è citata anche per asma e bronchiti. Curiosità: l’Elicriso viene chiamato anche “falsa liquirizia” per via del profumo simile. Il Rusco è un’altra pianta (protetta poiché rara) che può, per le sue caratteristiche dolci-amare, somigliare di sapore alla liquirizia.

Alice Rinaldi

Rametti essiccati di liquirizia