Antide per lo sport: la Vet Women Campania
31 luglio 2025

Uno scudo con un bel Labrador e un pallone da calcio. Un simbolo a rappresentarne tanti… perché anzitutto bando agli stereotipi quando si parla di donne. Tanto per iniziare: “Non tutte lavoriamo coi piccoli animali…”, dice Romina Francioso, titolare di un ambulatorio veterinario in provincia di Salerno, nonché presidente e difensore della Vet Women Campania.
Era il vicino 2023, e da allora le stagioni conoscono una nuova squadra femminile di calcio a 5. Tutte donne che lavorano nel settore veterinario. E che Antide sostiene, perché dal mondo veterinario, nasce e sorge, coniugando attenzione al benessere animale e insieme umano.
“25 anni fa nasceva la squadra maschile…”, inizia a raccontare Romina, “ma siccome ormai la professione veterinaria è esercitata soprattutto da donne… 3 anni fa abbiamo deciso di fondare anche la squadra femminile. E pian piano stiamo prendendo il sopravvento!”
Le atlete sono sia LP (Libere Professioniste) che dirigenti Asl che informatori scientifici del settore (ISF).
“Per avere un’idea della crescita della componente femminile”, conferma il Censis su base nazionale: “basti pensare che nel 2008 le veterinarie erano 10.088 e rappresentavano il 37,4% del totale degli iscritti. Mentre nel 2018 sono 15.495 e rappresentano il 46,5% (+53,6% nei dieci anni considerati). Se nel prossimo futuro la progressione dovesse continuare con gli stessi ritmi degli ultimi anni non sembra essere lontano il momento del sorpasso”.
E lo stesso sembra succedere a livello di passione agonistica…
Si tratta, infatti, di un vero e proprio team di squadre, ognuna rappresentativa della propria Regione: “Al momento sono attive 7 squadre per 7 Regioni, oltre la Campania. Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria, Puglia, Piemonte e Sicilia” che, si direbbe in pieno stile siciliano, “alla fine riunisce giocatrici da ogni parte d’Italia”.
“Squadre maschili e femminili appartengono a 2 ASD distinte” – Associazione Sportiva Dilettantistica. Ma in tempi in cui si lotta per certi riconoscimenti, anche sportivi, Romina sottolinea: “siamo tutte iscritte e tesserate. L’interesse principale è stare insieme, ma alla goliardia si accompagna sempre una sana competizione. Siamo un gruppo che ormai si è consolidato: ci vediamo 1 volta a settimana e non è solo un allenamento. È veramente un momento importante che dedichiamo solo a noi stesse”.
“Da quest’anno per la prima volta abbiamo partecipato anche ad altri campionati”. Oltre a quelli di categoria. Per esempio il campionato di calcio regionale, il Tuttocampo Cup Calcio a 5 che per la stagione 2024/2025 si è svolto proprio a Salerno. La nuova stagione ricomincerà già a 7 settembre 2025. “Perché finora avevamo partecipato a campionati solo veterinari…”, ma Romina sa trasmettere sia l’umiltà di essere agli inizi che l’amore e la voglia di mettersi in gioco.
“La Tuttocampo Cup è un torneo di calcio a 5 femminile organizzato dall’ASD 22 Pazzi Eventi, che nasce dalla città di Diamante, in Calabria. Il torneo celebra lo sport e l’inclusione”, recita il sito, “attirando squadre e atlete da diverse regioni del Sud Italia”.
“Nel futuro sicuramente continueremo con il torneo nazionale di calcetto tra veterinari. Ogni anno cambia location”: Eraclea nel 2024, Nocera umbra nel 2023… “La prossima stagione potrebbe essere in Emilia Romagna a Giugno 2026“.
Il Torneo nazionale di Calcio Veterinario, è il più importante e quest’anno si è svolto a Bardonecchia (Torino) dal 29 Maggio al 1° Giugno 2025, e le ha viste qualificate per rappresentare la regione Campania.
Hanno giocato: Centola Angela (Asl Caserta) Milito Michela (anestesista) Francioso Romina (titolare di un ambulatorio) Vespoli Alessandra (Asl Salerno) Esposito Marianna (titolare di una clinica) Galassi Giuliana (agopuntura) Raffaele Rita (ortopedico/neurochirurgo).
Il torneo, attivo già dai tempi della squadra maschile, intende “rafforzare l’identità collettiva della professione veterinaria” , si legge sul sito. Dando al contempo “grande spazio alla solidarietà. A sostegno di cause legate al benessere animale, alla tutela dell’ambiente e al supporto di categorie fragili”. In modo tale che anche il calcio ritrovi la sua identità originaria: “veicolo di valori autentici, contribuendo concretamente al miglioramento della società”.
“Per gli uomini è diventato un campionato molto serio negli anni. Noi forse pensiamo più a divertirci, ma comunque non siamo gli unici. Tantissime professioni si riuniscono sotto squadre e tornei di calcio dedicati. Architetti , avvocati, ingegneri…” E il calcio, si sa, “rimane pur sempre lo sport più familiare e amato d’Italia”.
Alice Rinaldi